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Volersi bene

Capita spesso, dopo aver avuto un figlio, di dimenticare di volersi bene. 

Mi spiego meglio: il tempo viene assorbito dal bimbo e anche tutte le energie e la forza fisica e mentale. Si esce meno, si aspetta qualcuno che lo guardi per fare una doccia o per andare in bagno, una piega ai capelli è un miraggio, si indossano solo abiti comodi e ce li ritroviano sempre sporchi, rigurgitati…a me una volta è capitato di sentire puzza di cacca ovunque e dopo ore mi sono accorta che avevo una strisciata di merdina sulla manica a causa di un veloce cambio di pannolino…
Ci siamo passate tutte!

Poi cominci a farti mille paranoie: faccio bene? Sono all’altezza? Tornerò come prima? Cresce? Mangia? Fa cacca? Interagisce? So stimolarlo? Sono una brava mamma? Mi vuole bene? Sente che gli voglio bene? Soffrirà quando dovrò lasciarlo per andare a lavoro? E io?

Ecco, qui mi sono fermata, ho pianto tanto e poi ho preso la mia decisione: ho lasciato il lavoro per crescerlo e ho ripreso un lavoretto che faccio in casa.

Sbagliato? Finora non mi sono pentita!

In quattro mesi ho perso i sedici chili presi in gravidanza ma la pancia dopo il mio cesareo…non ne parliamo va’…

Mi sono annullata per lui, non riuscivo (neanche ora) a staccarmi da lui neppure per mezz’ora, l’ho portato con me persino al controllo dal ginecologo, non sono più andata in palestra a fare la mia amata zumba!

E così sono passati quasi due anni…

Stare in casa tutto il giorno mi ha portata a trascurarmi ancora di più: capelli legati, senza trucco, tuta forever, mutandoni ascellari, calze di lana, ceretta non pervenuta, unghie mangiate…insomma…un cesso!

Mio marito non me lo ha mai fatto pesare, anche se mi spinge ad andare in palestra o da parrucchiere, mi dice che gli piaccio così e che non devo dimagrire (secondo me per le tette 🙂

Qualche settimana fa è accaduta una cosa, anzi due: 

  1. Dovevo comprare un abito per un battesimo e la 46 mi veniva stretta, così la commessa mi ha proposto la 48 (io che ero una 42);
  2. Mio figlio in un negozio prende un paio di scarpe col tacco a spillo e le porta al papà e quando la commessa gli dice che sono da femmina e deve darle a mamma, lui risponde “mamma abbatte” (=ciabatte).

Quando sono tornata a casa mi sono chiusa in bagno e ho pianto un po’. Poi mi sono guardata allo specchio: “è ora di rimettersi in pista!” 

È scattato qualcosa nella mia testa. Devo farlo per me, perché voglio volermi bene, per mio figlio perché non pensi che mamma è una ciabattona insignificante e per marito, non per fargli piacere ma perché fa piacere a me se mi guarda in un certo modo.

Sono uscita e ho detto a mio marito: 

-Da domani sono a dieta. Non comprerò mai un abito 48!

E lui:-Ok. Ti aiuto anche io mangiando le stesse cose così non hai tentazioni cucinando!

Ma io l’ho visto il sorrisino compiaciuto, come l’ho visto quando abbiamo cenato fuori e io ho ordinato le verdure grigliate, era orgoglioso! 

E quando per rimanere in casa ho fatto colore, piastra e mi sono truccata? Ecco ancora il sorrisino trattenuto!

E se lascio la vestaglia e metto una maglietta scollata nonostante il freddo? Beh quello non posso raccontarvelo!!! 😉

È scattato il bisogno di piacermi e piacere e spero di avere la forza di perseverare nella ripresa. Voglio essere mamma ma anche donna!

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11 thoughts on “Volersi bene

  1. per i miei figli ho rinunciato ad una carriera importante….oggi che sono più grandi e ottimi ragazzi ho capito d’aver fatto bene e son fiera di fare la mamma..non c’è nulla al mondo che mi gratificherebbe di più!!!!!

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  2. Brava! Fatico a comprendere quelle mamme che a 1 mese dal parto sono già magrissime, col tacco alto e far l’aperitivo (nessun giudizio, solo sono molto lontane da me). Però allo stesso tempo è un attimo che la situazione sfugga di mano in senso opposto. Io ormai solo scarpe comode e basse e addio trucco ma quando capita che mi metto un pochino in tiro come ci sto bene nei miei panni… Avanti così! ❤❤

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  3. Che belle queste tue parole…immagino non sia semplice …ho partorito da un mese e la tutona le mutande ascellari i vestiti sporchi di rigurgidini quotidiani accompagnano le mie giornate….ma non vorrei fare l’errore di diventare un cesso perché mi devo ricordare che Diego è nato perché frutto di amore e amore significa in primis amarsi e amare il proprio compagno…ti farò sapere gli sviluppi

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