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Gravidanza

Il mio istinto materno è stato sempre spiccato fin da ragazza ma ha dovuto attendere che l’istinto paterno di mio marito venisse fuori…
Il giorno in cui ho fatto il test di gravidanza ero convinta che avrei visto il solito stick negativo e neppure ho svegliato mio marito prima di farlo.
Pensavo al brutto periodo appena trascorso, all’immagine della casa messa a soqquadro dai ladri, alla sensazione di violenza che senti dentro… è una di quelle cose che non dovresti augurare mai neppure al peggior nemico!
Inutile dire che ho avuto la sensazione di impazzire, di non voler più vivere a casa mia, lo schifo nel toccare i cassetti che un estraneo aveva spulciato, la violenza psicologica e fisica nel sapere che avevano toccato e sparso qua e là persino le mutande…
Il mio modo di reagire era stato prenotare un viaggio ad Amsterdam: il viaggio della perdizione! Sì, volevo farmi la canna che in trenataquattro anni non avevo mai avuto il coraggio di fumare!
E invece? La prima goccia di pipì che toccò lo stick rivelò che quel viaggio avrebbe avuto un altro sapore: positivo!
Ricordo l’ora trascorsa in silenzio abbracciata a mio marito. Mi sentivo così piccola davanti a un evento così grande e così felice nel sentire il cuore del papà battere forte forte…
Eppure in quell’istante mi sono sentita “mamma”: la mia missione era proteggere e cullare per nove mesi il mio cucciolo.
Mi sembrava un sogno e non volevo dirlo perché aspettavo la delusione che poteva presentarsi…
E invece? Tutto andava bene. Nella prima ecografia si vide il cuoricino che batteva forte e il mio piccolo che si aggrappava al mio grembo per essere protetto e amato.
Otto mesi di grazia! Non conosco la nausea né i dolori. Stavo così bene che non ho avuto neppure i miei soliti problemi di allergie varie.
La mia pelle e i miei capelli erano stupendi e io mi sentivo bella quanto il mio uomo diceva che fossi.
Al quarto mese ci ha mostrato i gioielli di famiglia e lì via con il corredino celeste ricamato da me e completato da mia madre e mia sorella.
La prima volta che l’ho sentito ero a tavola a casa dei miei e quando l’ho detto mi hanno presa per visionaria perché era presto,  ma io sono sicura che fosse lui perché l’emozione era arrivata dritto dal mio cuore.
Il mio bimbo cresceva bene, scalciava, ballava quando ascoltavo Lorenzo Fragola e mi faceva venire tanta voglia di essere felice.
Sono stati gli otto mesi più veloci, intensi e pieni di sogni, dubbi e paure della mia vita.
L’ultimo mese invece… preeclampsia e ricovero.
Il parto ve lo racconterò un’altra volta… troppo lungo!

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2 thoughts on “Gravidanza

  1. Con il tuo racconto mi hai fatto ripiombare al periodo della mia gravidanza 23 anni fa.Bellissimo anche per me pieno di gioia e piccole ansie …
    Ciao lieta giornata 🙂

    Mi piace

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