figli · mamme

“A modo tuo”

https://youtu.be/8Xcgnphhzd

Quando ho sentito per la prima volta questa canzone cantata da Elisa ero incinta… non vi dico i pianti! Ho iniziato a immaginare Matteo nato, cresciuto, che diventa grande e va via… un’ansia scioccante!!!
Poi ho sentito la versione di Ligabue (che io adoro) e ho capito che l’ansia me la metteva Elisa, forse perché la cantava da “mamma”. O forse ero cambiata io dato che,  quando l’ha cantata Liga,  già Matteo era nato.

La gravidanza è un mix stranissimo di felicità e paure che si chiama “ormoni”,  lo so, ma a me piace pensare che sia qualcosa di magico.
Durante quei mesi passi dall’euforia dei preparativi al terrore di non essere all’altezza; un giorno dai lezione agli altri su come educherai alla perfezione tuo figlio e il giorno dopo piangi perché non hai mai fatto un bagnetto a un neonato con il cordone attaccato; un mese senti la gioia incondizionata del dare la vita e quello successivo ti rendi conto che dovrai affrontare il parto…
E se non ce la faccio? Se non so riconoscere le contrazioni? Se quando saremo a casa non dorme? Se ha le coliche?
E intanto il corpo cambia e mentre all’inizio ti vanti del pancino e indossi maglie attillate per farlo vedere, col passare dei mesi hai la sensazione di essere una mongolfiera ambulante e che anche la più orrenda delle donne ha quel fisico che tu non avrai mai più.
Allora scruti tuo marito per controllare se guarda le altre e, nonostante quel poveretto ti adori perché porti in grembo suo figlio, tu lo accusi anche se ha guardato per sbaglio il manichino nella vetrina di un negozio non premaman.
I piedi gonfi, la schiena a pezzi, la pipì che scappa, il fiatone, il dolore, le contrazioni… sembra tutto impossibile da affrontare.
Poi, in qualche modo, poiché la donna è stata creata per partorire, ce la facciamo tutte (il mio parto non è stato proprio così semplice… forse un giorno ve lo racconterò).
Non è ancora finita: dobbiamo fare i conti con il nostro corpo che stenta a tornare come prima, col mal di schiena, con le magliette sporche di latte, con il sonno quando il bimbo vuole mangiare o giocare, con le sue cagate notturne che sporcano ogni singolo indumento che indossava, con i pianti inspiegabili, con tutta la gente che ti da consigli gratuiti e insopportabili…
Insomma, finché i famosi ormoni non tornano al loro posto per noi mamme è proprio un casino!
C’è però l’altra faccia della medaglia: dalla prima volta che i nostri occhi incrociano quelli del nostro bambino abbiamo la certezza che quell’amore è il sentimento più forte che esista al mondo e che per lui dareste anche la vita… neppure si sente il dolore dei punti ancora troppo freschi perché in ogni caso ne valeva la pena!

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